Itinerario green

Dove campeggiare nel Salento: organizza il tuo viaggio in tenda

Tenda Campeggio Salento

Campeggiare nel Salento è un'esperienza unica: il mare incontaminato, il contatto con la natura più selvaggia, la cucina genuina e gustosa e la possibilità di stare in mezzo a gente autentica sono solo alcuni dei vantaggi di un'avventura che si rivelerà davvero indimenticabile.

Idrusa: ovvero piantare la tenda nel cuore di Otranto

Chi non ha mai visitato Otranto non sa cosa si perde. La località più ad est dello Stivale è talmente suggestiva da aver ispirato un famoso romanzo di Walpole.

Quando ci si arriva, si è subito colpiti da un centro storico pieno di vita, il cui cuore pulsante è rappresentato dal famoso castello a strapiombo sul mare, location di mostre imperdibili. Proprio vicino al castello e al porto si trova Idrusa, l'unico camping che permette di soggiornare all'interno della cittadina. Il momento migliore per perdersi tra le strade brulicanti di gente è la sera, quando ci si può godere un tramonto sul mare, si può assistere a spettacoli di artisti di strada o in alternativa si può scegliere uno dei tantissimi ristoranti, per gustare pesce fresco o altre prelibatezze locali.

Riva d'Ugento: immersi nella natura

Il Salento è sicuramente una terra da vedere ed esplorare. Dunque, attenzione a scegliere il camping Riva d'Ugento, perché soggiornarvi è così piacevole che si potrebbe non uscirne più. Situata sulla costa ionica, la struttura vanta una lunga distesa sabbiosa che confina con acque cristalline dalle mille sfumature.

Gli ospiti sono i più vari e vanno dalle comitive di ragazzi alle famiglie più numerose. Chi desidera relax potrà respirare i profumi della macchia mediterranea e godere di tutti i comfort, dal market al ristorante, dal campo da tennis alla piscina.

Sant'Isidoro: uno snodo cruciale molto economico

Il campeggio è piuttosto spartano, ma è un perfetto punto di partenza per visitare due dei posti più incredibili del Salento, Porto Cesareo e Porto Selvaggio.

Se il primo è una rinomata località turistica, nota per immense spiagge con le dune, il secondo coincide con un'incantevole riserva naturale.

Tour guidato nella Valle d'Itria

I trulli di Alberobello

La Valle d’Itria, o Comprensorio dei Trulli e delle Grotte, racchiude un’area piuttosto vasta che va da Martina Franca ad Alberobello, Locorotondo, Fasano e Cisternino con un itinerario di circa 66 chilometri.

Essa è caratterizzata da un territorio con una particolare morfologia che alterna aree pianeggianti a dolci colline oltre ad avere piccole aree boschive, in prevalenza di querce, che interrompono vaste aree coltivate, circondate da muretti a secco ed edifici con tetti a forma di cono.

L’itinerario comincia dall’elegante Martina Franca, in provincia di Taranto (statale 172) in tipico stile barocco e si inerpica sulle Murge fino ad arrivare ad Alberobello, la città dei Trulli. Qui, naturalmente, vale la pena fermarsi un po’ per inoltrarsi fra le viuzze tipiche del centro storico, dichiarato Patrimonio dell’Unesco.

Si consiglia di visitare il rione Monti, con i Trulli Siamesi e la Chiesa di San Antonio, oltre al Trullo Sovrano, unica costruzione del genere a due piani.

Partiti da Alberobello si prosegue su una strada panoramica immersa fra gli ulivi che, in 10 chilometri, porta a Fasano. Questo paese, a poca distanza dal mare e alle falde delle Murge sud-orientali, è caratterizzato da un bellissimo centro storico composto da viuzze sulle quali si affacciano le tipiche case in calce bianca.

Terminato il tour di Fasano il percorso riprende lungo la statale 172 in direzione Locorotondo (circa 10 chilometri). Esso appare al visitatore su un altopiano che domina la Valle d’Itria e che può essere osservata in tutta la sua bellezza dai giardini comunali del paese, presso i quali si trova una terrazza panoramica.

Le case, disposte circolarmente su strade concentriche (da qui il nome), sono imbiancate a calce, hanno due o tre piani e terminano con le "cummerse", o tetti a due spioventi. Notevole anche la Chiesa della Greca.

Proseguendo ad est di Locorotondo si giunge in breve a Cisternino, dalle antiche origini messapiche. Qui sono da vedere la Torre Normanna e la Chiesa di San Nicola. Con altri 9 chilometri si rientra, poi, a Martina Franca.

Scopriamo insieme la Terra d'Arneo

La costa di Porto Cesareo

La Terra d'Arneo è una zona del Salento che si affaccia sul Mar Ionio ed è delimitata dai comuni di San Pietro in Bevagna e Torre dell'Inserraglio, fino a Manduria, Veglie e Nardò verso l'entroterra.

Il nome deriva da un antico casale che si trova in questa zona, infestata per molti secoli dalle paludi, fino alla bonifica partita durante il governo di Giolitti e conclusa solamente negli Anni Quaranta, portando così a una più equa ripartizione delle terre agli agricoltori con la fine dei latifondi.

Il “Giardino del Salento”

Per la bellezza e la ricchezza naturalistica, la Terra d'Arneo viene chiamata il "Giardino del Salento". Innanzitutto si può ammirare la macchia mediterranea nel primo parco naturale istituito in Puglia, ovvero il Parco Regionale di Porto Selvaggio e la Palude del Capitano, nel comune di Nardò, dove sono stati rinvenuti importanti reperti preistorici come pesci fossili.

Nel territorio di Porto Cesareo è stata creata un'area marina protetta, con spiagge di sabbia bianchissima e un'acqua cristallina, dove intravedere coralli, spugne e intraprendere sentieri subacquei. Per chi fosse interessato alle costruzioni antiche, sempre in questa riserva si possono visitare alcuni resti di torri costiere costruite nel XVI secolo per avvistare e contrastare le invasioni turche.

Questa zona è un importante centro enogastronomico della Puglia, protetto dalla costituzione del GAL che porta il nome di questa terra.

Inoltre, non si può dimenticare la sua importanza culturale e religiosa, con testimonianze di un passato lontano, come il castello normanno a Copertino e la torre quadrata di Federico II a Leverano, oltre alle varie masserie sparse per tutta la campagna.

Andiamo insieme alla scoperta del Museo civico di storia naturale del Salento

Museo di Calimera

Con i suoi duemila metri quadrati di esposizione oltre al Vivarium e al suo Parco faunistico, il Museo Civico di Storia Naturale del Salento (S.P. Calimera-Borgagne km 1 Calimera in provincia di Lecce), è il museo più esteso dell’Italia meridionale. 

Le sezioni espositive che sono organizzate al suo interno suscitano l’interesse di migliaia di visitatori ogni anno che si sorprendono di trovare in Salento, un centro così ricco di cultura dedicato essenzialmente alla conservazione della natura.

Il Museo ospita anche un interessante Osservatorio faunistico della Provincia di Lecce che si occupa della cura della fauna selvatica. Molte le iniziative sinergiche curate dal Museo per le sue attività di ricerca e divulgazione scientifica.

Le sezioni del Museo

Diversificate sono le aree del museo che sono dedicate a Botanica, Embriologia e Teratologia, Malacologia e biologia marina, Mineralogia, Entomologia, Ornitologia e Paleontologia.

Nello spazio dedicato alla botanica è possibile conoscere i paesaggi del territorio del Salento attraverso gigantografie che sono accompagnate da spiegazioni didascaliche. Inoltre, è possibile ammirare molti esemplari vegetali che sono raccolti in un erbario a disposizione del pubblico.

La sezione dedicata alla embriologia e teratologia animale raccoglie esempi di feti normali mantenuti in formalina che raccontano l’ontogenesi in diversi stadi di sviluppo. Lo spazio tenta di focalizzare le varie cause delle malformazioni e risulta molto utile allo studio di ricercatori e studenti.

Ricca è anche la sezione della malacologia e biologia marina con una vasta esposizione di conchiglie provenienti da tutto il mondo. Si può conoscere la storia delle conchiglie sia come elementi ornamentali che come monete nell’epoca preistorica oltre che il loro utilizzo come elementi magici.

Interessante anche la parte dedicata ai molluschi che si possono ammirare nel museo come pettinidi dai tanti colori, cipree, cymibium e altri ancora.

In una grande sala si trova la sezione dedicata ai minerali ai quali sono dedicate diverse vetrine che raccolgono minerali provenienti da ogni parte del globo. Attraverso pannelli esplicativi si possono conoscere le caratteristiche che differenziano i minerali uno dall’altro. Un totem interattivo integra queste spiegazioni rispondendo a quesiti relativi a tutti i minerali esistenti.

Se la sezione dedicata alla Entomologia si snoda lungo un corridoio dove viene spiegata la biologia degli insetti, quella dedicata alla ornitologia è collegata con l’Osservatorio faunistico Provinciale. Molte le vetrine espositive che illustrano la fauna ornitologica del Salento attraverso esemplari imbalsamati suddiviso in macrocategorie.

La sezione della paleontologia racconta le prime forme di vita che hanno popolato il Salento 10.000 anni fa. Anche in questo caso l’aiuto dei pannelli illustrativi oltre ai reperti fossili, concedono una sostanziale idea del passato di questo territorio.

 

Tour guidato tra i parchi più belli del Salento

Tour guidato tra i parchi più belli del Salento

Non solo mare e buona cucina. Il selvaggio Salento, infatti, è il polmone verde del tacco d'Italia: oasi marine, aree protette, parchi e riserve naturali, incarnano un panorama raro, tutto da scoprire.

Scopriamo insieme i parchi più belli, quelli che non mancare in un tour alla scoperta del Salento.
 

Parco di Rauccio

Il tour guidato tra i parchi più belli del Salento, parte da quello di Rauccio. A breve distanza da Lecce, il parco si estende per circa 1596 ettari e ospita uno spettacolare bosco di lecci, scampato al disboscamento degli Anni Trenta. Ideale per trascorrere qualche ora di relax all’area aperta, è l’habitat naturale di lecci, piante di lino selvatico, orchidee e cisto rosso. In più, è possibile imbattersi in rospi, volpi, tassi e ricci.
 

Le Cesine

L'area de Le Cesine è l'unica a non esser stata ancora interamente bonificata. Esteso lungo la costa di San Cataldo, trovandosi lungo la rotta migratoria trans adriatica, Le Cesine - parco posto sotto la tutela del WWF - accoglie una considerevole varietà di uccelli acquatici, quali la moretta tabaccaia, il pellicano, l'aquila minore, la volpoca e il falco pescatore.
 

Parco del Litorale di Ugento

Esteso per 808 ettari, il Parco occupa parte della Riviera di Ugento, tra Torre San Giovani e Lido Marini. Come per Le Cesine, anche il Parco del Litorale di Ugento è l’ideale per gli appassionati di birdwatching: non solo è possibile scorgere il falco pescatore e il pellicano riccio, ma anche tarabusi, garzette e aironi.
Tra dune, bacini e canali, troviamo anche volpi, il ricci, faine e il tassi.
 

Parco Isola di Sant’Andrea

Il tour guidato tra i parchi più belli del Salento, si conclude con il Parco Isola di Sant'Andrea. Situato su di un’isola molto piccola, il parco è il regno di vari tipi di biodiversità. Tra boschi e dune, troviamo specie a rischio di estinzione, come il gabbiano corso, il Columbro leopardiano, immense distese di orchidee e spettacolari gigli di mare sulle dune.

 

 

 

 

 

 

 

 

Itinerario green: i Laghi Alimini a Otranto

Se si è in Salento, si è amanti della natura e si vuole ammirare un paesaggio davvero particolare, la visita ai Laghi Alimini è d'obbligo.

Tra Otranto e Torre dell'Orso, i cosiddetti laghi sono in realtà due grandi bacini naturali, uno di acqua dolce e uno di acqua salatam, che grazie alla loro particolare formazione sono immersi in una vegetazione particolare e ospitano moltissime varietà di specie animali, in particolare di uccelli, che non si trovano facilmente nel resto della regione.

I due bacini, un tempo uniti da un canale, poi chiuso per evitare che con la mescolanza di acqua si alterasse la salinità, sono di diversa formazione:Alimini Grande , salino, è dovuto all'erosione del mare, mentre Fontanelle, o Alimini Piccolo, si è formato grazie al confluire nello stesso punto di acque provenienti da sorgenti vicine.

Per arrivare ai bacini bisogna superare alcuni chilometri di fitta vegetazione, dietro i quali si celano spiagge di sabbia bianca e finissima, come quella della costa locale, molto frequentate e ricche di stabilimenti, che si alternano a porzioni di spiaggia libera.

I vari lidi che si affacciano sui laghi, offrono ai visitatori diversi tipi di attività, dagli sport acquatici più classici, da praticare nei due grandi bacini, all'equitazione, passando per le interessanti escursioni guidate in canoa, che permettono di avventurarsi nei punti più difficilmente raggiungibili dei due grandi specchi d'acqua e di arrivare a calette e grotte inaccessibili via terra.

Per gli amanti del ciclismo, invece, affittando una mountain bike presso i lidi, c'è la possibilità di avventurarsi nei sentieri della fitta vegetazione che circonda i due laghi, apprezzando un'oasi naturalistica incontaminata e affascinante.

Se infine si desidera coniugare ad una giornata di sole e natura anche un assaggio dell'ottima cucina salentina, a pochissimi chilometri di distanza si possono raggiungere i tanti ristoranti tipici della città di Otranto, che offrono ai turisti gustosi esempi di gastronomia locale.

Le serre salentine: che cosa sono?

Nonostante si sia portati a pensare che il Salento, vicino al Tavoliere delle Puglie, sia un'area particolarmente pianeggiante, già con una visita nella zona ci si rende conto che il panorama è piuttosto movimentato.

Nonostante la lontananza dalle Murge, le colline pugliesi che non superano i cinquecento metri di altezza, le Serre sono considerate in qualche modo le loro propaggini, trattandosi di rilievi sempre inferiori ai duecento metri sopra il livello del mare.

Da un punto di vista panoramico, queste lievi alture arricchiscono con la loro presenza il paesaggio, soprattutto nella zona più meridionale del Salento, dove le serre si affacciano direttamente sul mare.

Per chi vive dell'agricoltura pugliese, invece, queste zone collinari sono le aree della regione da cui non si riesce a trarre coltura: già il tentativo fu fatto sotto il regime fascista, quando si tentò di attuare un progetto di coltivazione di tutte le serre salentine, progetto che si arenò con lo scoppio della seconda guerra mondiale.

Allo stesso tempo, però, le serre sono state storicamente un importante luogo di rifugio per fuggire dalle invasioni, utilizzate per questo scopo già all'epoca medievale degli attacchi dei saraceni.

Proprio per questa ragione, per l'ausilio dato agli abitanti della costa in fuga, è sorta sulla Serra Campana una piccola chiesa votiva dedicata alla Madonna.

La Serra della Madonna dell'Alto, invece, ha costituito nei secoli, con la sua imponenza a dispetto della bassa altezza, un punto di riferimento, un vero e proprio faro per i naviganti che si avvicinavano alla costa salentina.

Insomma, nonostante fossero impossibili da coltivare e quindi non utilizzabili per alimentare l'economia locale, le Serre sono sempre state utilizzate per diverse funzioni e quindi protagoniste della vita del Salento e dei suoi abitanti.

Alla scoperta di Torre Inserraglio

Torre Inserraglio si trova a circa 10 km da Gallipoli, 40 da Lecce e 35 da Otranto ed è una frazione costiera del comune di Nardò.

Questa località marina si trova sul litorale ionico ed è ubicata, più precisamente, tra Porto Cesareo e Gallipoli e tra Sant'Isidoro e Porto Selvaggio.

La sua costa è frastagliata e rocciosa, presenta numerose insenature con callette di sabbia finissima e, per merito delle sue alte scogliere, è riparata dai venti. Sul territorio è rigogliosa la macchia mediterranea ed i suoi fondali sono ricchi di flora e fauna marina di rara bellezza. Proprio per questo la zona è stata dichiarata riserva naturale. Gode, grazie a questa posizione, di un panorama impareggiabile.

Torre Inserraglio è conosciuta anche con i nomi dialettali Crito e Creto, termini che derivano da una pianta erbacea, il crithmum maritimun, individuata come l'erba di San Pietro o finocchio marino. La Torre, simbolo di questa località marina, rappresenta una delle tante torri costiere che venivano usate nel Salento con la finalità di scorgere le navi saracene che si avvicinavano per sferzare invasioni e scorrerie.

L'edificio venne costruito intorno al XV secolo e, successivamente, fortificato. La torre non è molto alta ed ha la forma di una piramide tronca. Una porta elevatoia, andata distrutta, era la via di accesso alla torre, le sue pareti oblique evidenziano numerose aperture rettangolari realizzate in modo del tutto irregolare. Al piano terra, vi sono due stanze dotate di volte a botte mentre, al piano superiore, un unico locale che era adibito come luogo dove combattere ed affrontare le incursioni dei nemici.

Nel muro, grazie al suo elevato spessore, vennero create una cisterna e delle piombatoie, di queste ultime ne è rimasta solo una nella parte nord dell'edificio. La torre, fino al 1842, fu la sede delle guardie doganali e, dopo tale data, venne abbandonata e, attualmente, si trova in un grave stato di decadimento.

Come raggiungere Torre Inserraglio? Dall'areoporto di Brindisi con un servizio navetta o di autobus. - Dalla Stazione di Lecce si deve utilizzare il treno delle Ferrovie del Sud-Est fino a Nardò quindi proseguire con un servizio di autobus o con trasferimento privato. - Con l'autostrada A14 fino a Bari Nord, quindi immettersi sulla Brindisi-Lecce, prendere la SS 101 verso Gallipoli uscendo a Nardò e proseguire sulla litorale Santa Caterina- Porto Cesareo. 

Torri Costiere del Salento: scopri Torre Ululuzzu

Il Salento è una delle terre più incantevoli e amate d'Italia. Questa magica terra, che si trova nella regione Puglia, è perfetta per tutti coloro che amano il sole caldo, il mare azzurro e cristallino, trasparente tanto è pulito, il buon cibo, la cordialità della gente. Ma il Salento è anche una zona dal passato ricco di avvenimenti e storia, storia che ha lasciato sulle coste meridionali della Puglia dei segni del suo scorrere.

La Torre di Ululuzzu è uno di questi cimeli storici. Essa è collocata su una scogliera a picco sul mare e si trova nel comune di Nardò nel Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano. Essa non è che una delle numerose torri che si trovano sparse lungo le coste salentine e tra tutte è una delle più piccole, ma non per questo meno affascinante. La torre appartiene al sedicesimo secolo ed era stata costruita con funzione difensiva del territorio.

La Torre di Ululuzzu ha una forma tronco piramidale, che però non si riesce a scorgere interamente, in quanto con il passare degli anni una parte della costruzione è crollata. Questo però non la rende meno affascinante o meno degna di essere osservata con curiosità. Salendo sulla scogliera dove si trova la torre si potrà godere di un panorama meraviglioso, sconfinato.

La vostra vista potrà spaziare sul mare per poi tornare alla torre, il cui lato rivolto al Mediterraneo è forse il meglio conservato. La vegetazione intorno ad essa è ancora incontaminata, selvaggia e non presenta segni della presenza dell'uomo, permettendo alla macchia mediterranea di trionfare in tutto il suo splendore.

Se siete amanti delle vacanze al mare con buon cibo e con un mare meravigliosamente trasparente, se non potete fare a meno durante le vostre vacanze di godere dello splendore dei tramonti e delle notti stellate, il Salento è la terra che fa per voi. Potrete incontrare anche antichi luoghi della cultura, come la Torre di Ululuzzu e visitare anche le altre numerose torri, come la Torre dell'Inserraglio, la Torre Sant'Emiliano e la Torre Minervino, che si trovano tutte lungo la medesima costa, più dolce in alcuni punti, più frastagliata in altri.

La meraviglia dei luoghi e la cordialità degli abitanti vi contageranno, e dopo una vacanza nell'incantevole Puglia sarà per voi, per la vostra famiglia ed i vostri amici, davvero difficile riuscire a tornare a casa.

Itinerario naturalistico: Torre Sant'Emiliano a Porto Badisco

Per gli amanti delle escursioni e delle giornate a contatto con la natura c'è un itinerario che è una vera e propria tappa imprenscindibile per chiunque trascorra anche un breve periodo in Salento: il percorso che parte dai diversi punti di accesso sulla strada statale che corre lungo la costa e arriva all'antica torre costiera è davvero suggestivo, e vale la pena di una passeggiata, per quanto impegnativa.

Partendo dalla località nelle vicinanze di Otranto, seguendo la litoranea, si può lasciare l'auto in uno qualsiasi dei parcheggi a disposizione ed incamminarsi verso la punta che ospita quanto rimane della torre di avvistamento cinquecentesca, posta a controllo degli accessi costieri.

L'inizio dell'itinierario conduce in breve tempo ad una caletta nascosta, nota in tutta la Puglia come sede del mitico sbarco di Enea nel Salento. Negli anni, lo stesso evento legato alla leggenda viene collocato a qualche chilometro di distanza, nella località limitrofa di Castro.

La spiaggia chiara si immerge in un mare cristallino, e non sono pochi i visitatori che approfittano della sosta per fare un bel bagno, prima di iniziare il percorso che porta fino ai ruderi della torre. Nell'angolo occidentale della caletta si possono scorgere dei gradini, sebbene piuttosto disconnessi, che sono il reale inizio dell'itinerario: una volta saliti, infatti, ci si trova su un sentiero che si tuffa dentro la pineta, per proseguire poi nella vegetazione un po' brulla e cotta dal sole tipica della zona.

Si giunge così alla torre costiera Torre Sant'Emiliano , affacciata su un piccolo promontorio: si tratta di un sito non ben conservato, e questa è una caratteristica da tenere presente nel raggiungerlo per non commettere imprudenze e non rischiare di farsi male.

La stessa salita che porta ai resti della torre è piuttosto disconnessa; sebbene non si tratti di un percorso difficile, questa ultima parte è piuttosto impegnativa e necessita di una grande attenzione nel camminare e nell'arrampicarsi. Il premio, però, una volta arrivati in cima, è uno splendido panorama a picco sul mare, che unisce al paesaggio anche la suggestione di essere immersi in secoli e secoli di storia locale, per quanto i suoi resti, purtroppo, non siano curati con l'attenzione di cui avrebbero bisogno.

Pagine

Condividi Condividi via mail Condividi fu Facebook Condividi fu Twitter