Itinerario religioso

Itinerario religioso: Il santuario di Santa Maria di Leuca

Itinerario religioso: Il santuario di Santa Maria di Leuca

La basilica di Santa Maria di Leuca ha origini cristiane, infatti si narra che l'apostolo Pietro proveniente dalla Palestina, si sia fermato proprio in questo luogo, sulla via per Roma. I romani la chiamarono inizialmente “De Finibus Terrae”, che significa “Alla fine della terra”. Infatti sorge su un promontorio, in un luogo al confine tra due terre, e all'unione tra il mar Ionio e Adriatico.

In realtà, originariamente, nasce come santuario pagano, poiché dedicato alla dea Minerva. Infatti all'interno della piccola chiesa è conservato un cimelio, un'antica ara, dove gli abitanti del luogo donavano le loro offerte alla dea.
Quando sbarcò l'apostolo Pietro nell'anno 43 d.C., il santuario venne dedicato al Salvatore, e quindi venne convertito alla religione cristiana. Proprio in questo sito iniziò il processo di evangelizzazione da parte di San Pietro. Successivamente fu consacrato a Santa Maria di Leuca.
Ma perchè il santuario porta il nome della Santa Maria di Leuca? La storia che arriva a noi è a metà strada tra una leggenda e la verità.

La Madonna è ritenuta la protettrice dei pescatori, per un avvenimento accaduto nel XVI secolo: si racconta che la Santa Maria salvò da un terribile burrasca un gruppo di pescatori usciti in mare.
Il nome Leuca deriva da un mito greco, una storia d'amore che vede come personaggio principale la sirena Leucasia (da "leucos", che indica il colore bianco della spuma del mare).

Al canto della sirena non aveva mai resistito nessun uomo, tranne Melisso, un giovane pastore che portava il suo gregge a pascolare tra gli scogli; ma Melisso è già innamorato di un'altra, così Leucasia, per vendetta, scatena una tempesta mentre i due amanti passeggiano vicino al mare, e li fa annegare, separandone i corpi.
Leucasia, per rimorso, chiese alla dea Minerva di essere pietrificata, diventando così la città bianca di Leuca.
Il santuario è anche molto bello da visitare internamente, grazie alla ricchezze degli affreschi presenti, tra i quali ricordiamo la Madonna con il bambino, opera di San Luca.

La perla di Santa Maria di Leuca è un luogo sia spirituale, sia panoramico, e la sua bellezza lo rende un'attrazione per molti turisti.

Tour tra le chiese più belle del Salento

Il Salento è sempre in grado di sorprendere, offrendo ai visitatori i suoi infiniti tesori che spaziano da quelli architettonici e naturalistici, alle tante eccellenze culinarie.

Gli appassionati di edifici religiosi, poi, possono pianificare il loro viaggio tra le città del Salento, per scoprire chiese, monasteri e luoghi sacri attraverso i quali ripercorrere la lunga storia che ha segnato questa affascinante area geografica.

Tante, infatti, sono le chiese degne di nota sparse sul territorio salentino ed ognuna di esse racchiude in sé non solo la bellezza artistica rappresentata dall’edificio e dalle opere pittoriche o scultoree presenti, ma anche la forza di un popolo che da secoli è fortemente legato alle proprie tradizioni. 

Punto di partenza del tour non può che essere Lecce, emblema del barocco salentino grazie agli edifici costruiti in pietra leccese che la rendono un vero e proprio museo a cielo aperto. Qui si consiglia di visitare, tra l’altro, una delle Chiese più antiche, quella di San Nicolò e Cataldo, risalente al 1180 circa, accanto alla quale si trova uno splendidochiostro del '500. Naturalmente, poi, è d'obbligo una visita al Duomo dedicato a Maria Assunta, centro della vita religiosa della città, che colpisce già per la sua imponente facciata seicentesca, sulla quale domina la statua di Sant’Oronzo, patrono di Lecce; la chiesa, inoltre, custodisce al suo interno tesori di mirabile bellezza, molti dei quali legati alla vita del santo che salvò la città da una terribile pestilenza.

La Basilica di Santa Croce è, forse, l’edificio religioso più bello in assoluto di Lecce. Merito sia della sua facciata ricca di elementi architettonici di rilievo, tra i quali spicca un imponente rosone, sia per la ricchezza dei suoi interni arricchiti da un maestoso altare maggiore. Prima di lasciare Lecce, però, meritano una visita anche la Chiesa di Sant’Irene, quella di Santa Chiara e la Chiesa del Carmine

Percorrendo la costa salentina verso Santa Maria di Leuca, ci si può fermare ad Otranto, dove è d’obbligo una visita alla Cattedrale di Santa Maria Annunziata, le cui mura sono legate alla commovente storia dei martiri del 1480. Qui, infatti, sono custoditi i resti degli 800 abitanti decapitati dai Turchi. Un triste capitolo della storia di Terra d'Otranto, la cui memoria è ancora viva tra gli abitanti. 

Si arriva così a Santa Maria di Leuca, dove si trova il Santuario di Finibus Terrae, com’era definito dai Romani questo estremo lembo di terra. Si tratta di un luogo antico sorto al posto di un tempio dedicato a Minerva, del quale si ritrovano ancora piccoli resti. Secondo la tradizione, proprio in questi luoghi sarebbe sbarcato San Pietro proveniente dall’Oriente per recarsi a Roma. E del suo passaggio sarebbero testimonianza le molte chiese a lui dedicate. 
Risalendo lungo le costa ionica del Salento s’incontrano ancora molti edifici da non perdere. Come la Chiesa benedettina di Santa Maria o la Chiesa di San Domenico a Nardò, il Santuario del Crocifisso della Pietà a Galatone o la Chiesa di Santa Caterina a Galatina, dove si possono ammirare ancora esempi pittorici del tardo gotico, unici in Puglia. 

Infine chi vuole entrare nello spirito più profondo della tradizione salentina deve visitare la Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, sempre a Galatina. Qui, infatti, venivano portate, per essere esorcizzate, le donne che si credeva fossero possedute dal demonio, le cosiddette “tarantate”. Proprio per questo la chiesa rappresenta il tipico luogo d’incontro tra sacro e profano, tra superstizione e religiosità: l’anima stessa del Salento.

Itinerario religioso: la Cattedrale di Otranto

La Cattedrale di Otranto è la più grande e maestosa del Salento e vanta una storia molto antica: fu edificata durante il Medioevo, nel secolo XII, e dedicata a Santa Maria Annunziata. Questo edificio offre un'affascinante mescolanza di stili risalenti a epoche diverse: sugli influssi bizantini e paleocristiani trionfa però lo stile romanico, subito evidente nella facciata a doppio spiovente, semplice eppure imponente nella sua austerità.

Sopra il grande portale, ai cui lati si ammirano due finestre monofore, si apre un ampio rosone rinascimentale, che fu fatto costruire dopo la devastante invasione turca del 1480, nel corso della quale Otranto subì un assedio durissimo e la Cattedrale fu trasformata in moschea, con la conseguente distruzione degli affreschi duecenteschi.

Il portale della chiesa e l'architrave che lo sormonta sono stati aggiunti in epoca barocca. L'interno a tre navate colpisce il visitatore per le preziose dorature del soffitto e il pannello decorativo in argento posto sull'altare, raffigurante l'"Annunciazione". Di grande interesse storico è inoltre la cappella dei Martiri, alla fine della navata destra: in essa sono infatti conservati i resti degli ottocento martiri di Otranto decapitati dai Turchi durante l'invasione del 1480, per non essersi voluti convertire all'Islam, restando fedeli alla religione cristiana.

L'antichità della Cattedrale è testimoniata dai resti di pitture bizantine apprezzabili lungo la navata destra, ma ciò che le conferisce particolare fama è senza dubbio il mosaico pavimentale: una decorazione preziosa, che si estende per tutte le navate, l'abside e il presbiterio.

Fu commissionato dall'arcivescovo Gionata ed eseguito dal 1163 al 1165 da abili maestranze, capeggiate da Pantaleone, che era un monaco di origine orientale, testimone di come in quella fase storica a Otranto potessero convivere in modo originale e pacifico cultura d'Oriente e d'Occidente. Il mosaico, popolato da misteriose e affascinanti creature, angeli, diavoli e mostri, si sviluppa intorno al tema dell'albero della vita e comprende storie del Vecchio Testamento e degli antichi romanzi cavallereschi, affrontando le importanti problematiche della lotta tra il bene e il male, tra i vizi e le virtù.

Non stupisce, quindi, come questa eccezionale opera d'arte architettonica sia diventata meta imprescindibile per chi dedice di trascorrere una vacanza a Otranto.

ITINERARIO RELIGIOSO: Il Passaggio di San Pietro

La tradizione vuole che, durante il suo viaggio dalla terra di Palestina verso Roma, San Pietro, il primo vescovo di Roma, si fermò a Santa Maria di Leuca attraversando poi tutta la zona del basso Salento. Il secondo itinerario religioso segue proprio le tracce di San Pietro.

Secondo la leggenda, l’antico nome di Santa Maria di Leuca era Leukos (“bianco”) così definita dai marinai greci per il suo biancore alla luce del sole. Poi, con lo sbarco di San Pietro e la sua opera di evangelizzazione, la cittadina assunse l’appellativo di “Santa Maria” in onore della Vergine. L’attuale Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae in origine era un tempio pagano dedicato alla dea Minerva, ma fu proprio l’Apostolo a cristianizzare il tempio e renderlo un santuario dedicato alla Vergine meta di pellegrinaggio per i cristiani. Sul viale che conduce alla chiesa si trova la Croce Pietrina, una colonna eretta in ricordo del passaggio del Santo.

Procedendo sulle tracce del viaggio di San Pietro, a Giuliano di Lecce, frazione di Castrignano del Capo, si può visitare una chiesa semi-diroccata dedicata al Santo. La piccola chiesa di San Pietro Apostolo risale al X secolo e fu costruita con massi provenienti dall’antica città messapica di Vereto. L’interno custodisce alcuni affreschi e alcune antiche tombe. Da Giuliano passiamo a Barbarano, frazione di Morciano di Leuca, dove si trova il complesso storico-monumentale di Leuca piccola del Belvedere risalente al periodo tra il1685 e il 1709, ultima tappa dei pellegrini diretti al Santuario di Leuca. Negli ampi sotterranei, dove si trovavano tre pozzi, i fedeli trovavano ristoro prima di riprendere il cammino verso il Capo. La tappa successiva è San Dana, frazione di Gagliano del Capo, dove i monaci basiliani operavano e pregavano in grotte naturali e artificiali scavate nella roccia. La più importante di queste strutture è la Cripta di Sant’Apollonia risalente ai secoli VI-XI che custodisce alcuni antichissimi affreschi.

Due altre importanti tappe del cammino dei pellegrini verso Leuca sono: il Santuario della Madonna della Luce a Ugento e la Cappella della Madonna di Leuca a Nociglia. Il santuario della Madonna della Luce deve la sua denominazione alla leggenda legata alla Madonna. Si racconta che un sacerdote cieco in pellegrinaggio verso Santa Maria di Leuca fu colto all’improvviso da un temporale e si rifugiò all'interno della chiesetta. Assorto nelle sue preghiere, miracolosamente riacquistò la vista e aprendo gli occhi vide per prima cosa un affresco bizantino della Madonna (conservato oggi sull'altare maggiore), che era nascosto dai detriti. Il santuario sorge su  un'antica cappella e fu costruito nel 1576. Sulle pareti interne si trovano numerosi affreschi risalenti al XVII secolo. La Cappella della Madonna di Leuca sorge nella zona extra-urbana di Nociglia ai confini con il territorio di Surano. Di origini seicentesche, probabilmente faceva parte di una serie di cappelle ubicate lungo il percorso dei pellegrini verso il Santuario De Finibus Terrae. L’interno è a navata unica con copertura a vota a stella.

Di seguito proponiamo l’itinerario sulle tracce di San Pietro verso il Santuario De Finibus Terrae; tuttavia, in ogni paese e cittadina del basso Salento si trovano innumerevoli chiese, cappelle e conventi da visitare. Sarebbe impossibile elencare tutte le possibili tappe di un itinerario culturale-religioso in Salento, perciò rimandiamo alla consultazione per paesi per scoprire tutti i luoghi di culto e di interesse culturale, religioso e storico di ogni centro del GAL del Capo di Leuca.

L’ITINERARIO:

  • NOCIGLIA: Cappella della Madonna di Leuca
  • TAURISANO: Santuario di Santa Maria della Strada
  • UGENTO: Satuario della Madonna della Luce
  • PRESICCE: Chiesa della Madonna di Loreto
  • MORCIANO DI LEUCA (Barbarano): Complesso di Leuca Piccola del Belvedere
  • GAGLIANO DEL CAPO (San Dana): Cripta di Sant’Apollonia
  • CASTRIGNANO DEL CAPO (Giuliano): chiesa dedicata a San Pietro
  • SANTA MARIA DI LEUCA: Basilica di Santa Maria De Finibus Terrae

ITINERARIO RELIGIOSO: I Luoghi di Culto

Come un po’ ovunque in terra italiana, anche la zona del basso Salento è costellata di chiese, cripte e luoghi di culto legati alla religione cristiana o ad antichi riti e credenze. Il fortissimo legame che da sempre unisce il popolo italiano a una vigorosa religiosità ha fatto sì che nei secoli l’uomo italico costruisse un numero sconfinato di strutture destinate ad esprimere il proprio culto e a raccogliere le comunità. Ogni piccolo centro del Salento conserva una qualche reliquia del suo Santo Patrono all’interno di una Chiesa, una Cappella o un Santuario e lo celebra ogni anno attraverso il rito delle feste patronali. Il programma si ripete sempre uguale, in ogni paese, ogni anno: si celebra la Messa del Santo Patrono, si porta la statua (spesso in cartapesta) in processione, si partecipa alla festa con bande musicali e bancarelle di tutti i tipi e si assiste agli spettacoli pirotecnici: un rito che si ripete silenzioso e costante. Le città vengono adornate a festa con luminarie colorate, i prospetti di case e palazzi si ricolmano di luci e ombre, i sagrati delle chiese riflettono il barlume tremolante dei ceri accesi e i fedeli attendono in religioso silenzio l’uscita del Santo dalla chiesa. I borghi raccolti in preghiera diventano a tratti muti e a tratti chiassosi di suoni di festa e applausi calorosi; quando passa la statua del Santo ogni credente si raccoglie in preghiera e un attimo dopo la banda comincia a suonare, riempiendo le strade d’allegria e raccogliendo attorno a sé folle di turisti e curiosi.

La costruzione degli edifici di culto in Salento cominciò già in tempi antichi, quando le cripte e le chiese rupestri erano destinate al culto pubblico a fini liturgici o al pellegrinaggio. Queste strutture così antiche, spesso di origine bizantina, accoglievano numerosi affreschi, di cui ora se ne conservano poche tracce. Le cripte erano luoghi di culto edificati da monaci basiliani in fuga dall’Oriente e presentano spesso strutture simili: quelle più antiche sono a navata unica, quelle di più recente realizzazione presentano due o tre navate. Le cripte sono spesso caratterizzate da iscrizioni in greco e affreschi che raffigurano i Santi o la Madonna col Bambino. Tra le più importanti cripte del Capo di Leuca troviamo:

  • Cripta di Santa Marina a Miggiano: databile al IX secolo, ospita tracce di affreschi in stile bizantino raffiguranti i Santi e la Vergine;
  • Cripta di Sant’Elia a Patù: risale ai secoli VIII-IX, presenta tracce di antichi affreschi;
  • Cripta Basiliana a Ruffano: dedicata a San Marco conserva antiche sepolture;
  • Cripta della Madonna del Carmine a Ruffano: si trova sotto la chiesa del Carmine e accoglie affreschi del XII secolo.
  • Cripta di San Nicola Mira a Specchia: edificata nel XI secolo, conserva alcune icone di stile bizantino;
  • Cripta del Gonfalone a Tricase: risalente al IX secolo, custodisce un altare barocco;
  • Cripta del Crocifisso a Ugento: luogo di culto di un antico villaggio rupestre.

Successivamente, la realizzazione dei luoghi di culto si orientò verso al costruzione di vere e proprie chiese, spesso di tipo rurale (site in piccoli villaggi di campagna(, poi di cattedrali e basiliche, intorno alle quali si sono sviluppate le principali città salentine. Molte furono realizzate in stile barocco come la Chiesa del Carmine a Ruffano, la Chiesa di Sant’Ippazio a Tiggiano, la Chiesa di San Michele Arcangelo a Castrignano del Capo, mentre altre presentano uno stile neoclassico, più semplice e a volte austero, come la Chiesa della Madonna del Buon consiglio a Ruffano e la Chiesa di San Salvatore ad Alessano. Ancora, elementi tipici delle decorazioni rinascimentali sono rintracciabili nella Chiesa di San Rocco a Gagliano del Capo, in quella di San Vincenzo ad Arigliano (Alessano), nel primo impianto della Chiesa Madre di Ruffano, in quella di Salve e di molte altre oramai nascoste dai successivi rimaneggiamenti e ampliamenti. Molte chiese, poi, furono costruite su  antiche strutture dei secoli precedenti: ne sono esempio la cappella di culto greco di S. Nicola a Specchia rimaneggiata alla fine del Cinquecento e adattata al culto latino, la Chiesa di San Michele Arcangelo a Castrignano del Capo, costruita sulle rovine di una precedente chiesa rinascimentale, la Chiesa Madre di San Nicola Vescovo a Nociglia edificata sui resti di una struttura precedente.

Un’altra struttura molto importante nella tradizione religioso-culturale salentina è il santuario, antica meta di pellegrinaggio dedicata alla Madonna o ai Santi. Di particolare rilevanza sono il Santuario di Santa Maria della Strada, dove i viaggiatori in pellegrinaggio verso Leuca sostavano per pregare, il Santuario dei Santi Cosma e Damiano e quello della Madonna della Luce a Ugento e il Santuario De Finibus Terrae a Leuca, meta di pellegrinaggio sin dai tempi più remoti, testimone del passaggio di San Pietro e della visita di tre papi.

Segnaliamo, inoltre, ad Alessano la tomba di Don Tonino Bello, il prete degli ultimi; egli dedicò la sua vita ai bisognosi e alle persone in difficoltà, fu definito “campione del dialogo, costruttore infaticabile di pace, pastore mite e protettore dei poveri, degli immigrati e degli ultimi; è stato profeta della speranza, oltre che autore di libri molto significativi”.

Di seguito proponiamo un itinerario di tipo culturale-religioso che raccoglie i principali luoghi di culto della Terra di Leuca. Tuttavia, in ogni paese e cittadina del basso Salento si trovano innumerevoli chiese, cappelle e conventi che vale la pena visitare. Sarebbe difficile, nonchè prolisso, elencare tutte le possibili tappe di un itinerario religioso in Salento, perciò rimandiamo alla consultazione per paesi per scoprire tutti i luoghi di culto e di interesse culturale, religioso e storico di ogni paese del GAL del Capo di Leuca.

L’ITINERARIO:

  • NOCIGLIA: Cappella della Madonna dell’Idri e Cappella della Madonna di Leuca;
  • MONTESANO SALENTINO: Cappella di San Donato con facciata in pietra leccese;
  • RUFFANO: Santuario di San Rocco (Torrepaduli), Cripta di San Francesco e Convento dei Cappuccini;
  • TAURISANO: Santuario di Santa Maria della Strada;
  • TRICASE: Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria e Chiesa di San Michele Arcangelo;
  • SPECCHIA: Chiesa di Santa Eufemia, Chiesa Convento dei Francescani Neri ed annessa Cappella di Santa Caterina di Alessandria;
  • ALESSANO: tomba di Don Tonino Bello, Cappella di S. Barbara (Montesardo);Convento dei Cappuccini con Chiesa;
  • CASTRIGNANO DEL CAPO: Basilica di Santa Maria De Finibus Terrae (Leuca);
  • MORCIANO DI LEUCA: Cappella della Madonna di Costantinopoli e Cheisa di San Giovanni Elemosiniere;
  • SALVE: Chiesa Madre di San Nicola Magno e Chiesa di Santu Lasi; Santuario di Santa Marina (Ruggiano);
  • PRESICCE: Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, Chiesa del Carmine e Chiesa di Santa Maria degli Angeli;
  • ACQUARICA DEL CAPO: Chiesa di San Carlo Borromeo.
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