Il castello Celso Rizzo ad Acquarica del Capo

Il fascino dei castelli è intatto nei secoli: edifici del tempo passato, ancor oggi attraggono e suscitano interesse. 
E' il caso del Castello Celo Rizzo di Acquarica del Capo, in quel Salento ricco di attrattive naturali, ma anche culturali.
 
Il castello medievale appartiene al comune di Lecce e si trova lungo il tratto che unisce Gallipoli e Leuca, nella zona delle cosiddette "serre salentine", ovvero piccole colline sassose. 
In origine si trattava di una fortezza formata da una cinta muraria con quattro torrioni; lo scopo era naturalmente difensivo e mirava a difendere il territorio dalla incursioni nemiche. In seguito, verso il 1432, il castello venne ristrutturato da Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, divenuto possessore del feudo di Acquarica.
La bellezza di questo castello è proprio quella data dalla sua storia e da ciò che rimane dell'antico progetto. Solo uno dei torrioni è ancora esistente ed orna uno dei quattro angoli del quadrilatero che costituisce la pianta originaria. 
 
L'interno della costruzione comprende alcune stanze su due livelli
Al piano inferiore, i locali erano adibiti a deposito, mentre in quello superiore si trovano le camere nobiliari.
Il castello Celso Rizzo fu venduto verso la metà del 1400 alla famiglia Guarini. Visitando il castello, si possono ammirare gli stemmi araldici di questa famiglia sulla facciata. In seguito i proprietari del maniero cambiarono diverse volte finché, nel 1980 l'ultima proprietaria, la famiglia Colella, lo cedette al comune di Acquarica che da allora se ne prende cura.
 
Visitando le stanze è possibile rendersi conto dei vari rifacimenti, spesso dovuti alla necessità di rinforzarne la struttura. Ci sono archi che sostengono la travatura in legno e volte a botte che sostituiscono il solaio originario.
Anche le porte meritano attenzione; nella sala da pranzo si notano particolari in stile barocco e due di esse, una ogivale e l'altra a tutto sesto, sono state murate. 
In alcune occasioni, con manifestazioni organizzate da associazioni private in collaborazione con la Regione Puglia, il castello si anima e rievocazioni storiche molto suggestive riportano indietro nel tempo, in quel Medioevo che non era solo un'epoca buia.
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