Il Salento e il fuoco d’inverno

Il Salento non è solo mare, sole, estate. Il Salento va scoperto e apprezzato anche in inverno, quando antichi riti popolari rivivono nelle generazioni moderne e scandiscono lo scorrere delle stagioni. Il culto del fuoco, nato all’alba dei secoli, deriva da riti propiziatori per la crescita dei raccolti ed il benessere di uomini ed animali e si tramanda tutt’oggi di generazione in generazione attraverso le “focare” (falò) che costellano l’inverno salentino da dicembre a marzo.

Le focare e la festa di Sant'Antonio Abate

Nel Salento i falò sono denominati "focare" e si concentrano quasi tutti nel mese di gennaio, in occasione della festa di Sant'Antonio Abate. Le focare vengono realizzate con gli scarti della potatura degli alberi di ulivo. Sant'Antonio Abate, detto Sant'Antonio del Fuoco, fu un eremita vissuto oltre 100 anni, oggi ritenuto fondatore del monachesimo. Tutti coloro che nella vita lavorano con il fuoco sono posti sotto la protezione di Sant'Antonio. Ogni anno a Novoli dal 16 al 18 gennaio si svolge la festa del fuoco, in onore di Sant'Antonio Abate. L'avvenimento, comunemente noto come la Focara di Novoli, richiama folle di salentini e turisti che accorrono a vedere l'incredibile spettacolo dell'accensione della pira e i fuochi artificiali, allietati da spettacoli musicali e profumi di specialità gastronomiche salentine. La focara di Novoli è formata da almeno 90000 fascine e il lavoro di costruzione inizia già a metà dicembre. Oltre a quella di Novoli centinaia di falò vengono costruiti in tutto il Salento, specialmente d'inverno, per riscaldare le fredde notti dei pellegrini nel giorno della festa del paese. Altrettanto interessante risulta anche la Festa de Lu Focu che si svolge ogni anno a dicembre nel comune di Zollino.

 

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