ITINERARIO MARITTIMO: Le Grotte nel Mare di Leuca e le Torri Costiere

La zona del Capo di Leuca è una lingua di terra che si allunga fra il Mar Adriatico e il Mar Ionio. Molte sono le località che si affacciano sul mare e che comprendono dei tratti della costa salentina. La natura carsica del terreno nel corso dei secoli ha favorito la creazione di numerose grotte e insenature a ridosso delle coste rocciose del Salento; al loro interno spesso si trovano preziosi reperti preistorici che raccontano le origini della terra di Leuca e tramandano importantissime informazioni sui primi ominidi che erano usi frequentare le grotte.

Un’altra particolarità delle coste salentine è la cospicua presenza delle torri costiere di avvistamento. Proteso sul mare, punto di contatto tra Oriente e Occidente, il Salento è sempre stato esposto agli attacchi di pirati e invasori con obiettivi di conquista e saccheggio. Le torri costiere erano strutture difensive destinate all’avvistamento di imbarcazioni nemiche. Le prime strutture di questo tipo risalgono all’epoca bizantina, ma proliferarono durante il periodo di dominio degli spagnoli e in particolar modo durante quello di Carlo V. Durante la seconda metà del XVI secolo, egli realizzò un piano difensivo di fortificazioni costiere al fine di contrastare gli attacchi dei Turchi.  Le torri costiere presentano tutte la medesima struttura: erano caratterizzate da pianta quadrata o circolare, disponevano di una cisterna per la raccolta delle acque pluviali, presentavano una serie di archibugiere e caditoie. Attualmente in tutto il Salento si possono contare una sessantina di torri, molte delle quali versano in completo stato di abbandono.

Il nostro percorso comincia dalla zona più a Nord della Terra di Leuca, con il comune di Tricase. Il paese si affaccia sul mare con le due località costiere di Tricase Porto e Manina Serra. Proprio a Marina Serra si può visitare la Grotta Matrona, un antro di origine carsica, accessibile via mare, che offre uno spettacolo di luci e colori unico. Sempre a Marina Serra troviamo Torre Palane, una torre costiera edificata nel 1569 utilizzando blocchi di arenaria: è alta 15 metri e ha pianta quadrata. A Tricase Porto, poi, troviamo Torre del Sasso, costruita nel 1584 utilizzando blocchi di tufo, pietrame irregolare e terra rossa; attualmente ne restano solo alcune parti. Più a Sud nella zona di Tiggiano si trova Torre Nasparo, costruita nel 1565 durante la dominazione spagnola; situata su un promontorio roccioso, comunicava visivamente con Torre Palane e con Torre Specchia Grande. La torre di Tiggiano viene segnalata da tutte le cartografie e da molti documenti oggi conservati nell'Archivio di Stato di Napoli e dall'elenco delle Torri della Regia Corte. Nella zona di Corsano, poi, si trovano Torre Specchia Grande, risalente al 1584, e Torre del Ricco (o Torre del Rio o Cala del Rio), costruita nella seconda metà del XVI secolo. Proseguiamo sulla linea della costa verso Marina di Novaglie, località marittima appartenente al comune di Alessano; qui si trovano una serie di grotte marine attualmente accessibili via mare, ma che un tempo furono sommerse dalle acque e poi con la discesa del livello del mare (presumibilmente nel Paleolitico) furono adibite a rifugio umano. Le principali grotte di Novaglie sono: Grotta Azzurra, che prende il nome dalla colorazione delle sue acque; Grotta del Diavolo, così chiamata perché buia e stretta nella sua parte finale; Grotte delle Cipolliane, un complesso di due grotte composte da due camere, una a livello del mare e l'altra a essa immediatamente sovrapposta. Nella stessa zona si trova anche la Torre di Novaglie, della cui struttura originale purtroppo non rimane molto, fatta eccezione per il basamento realizzato in pietra e terra rossa.

A Gagliano del Capo si trova una meravigliosa insenatura chiamata Canalone del Ciolo: si tratta di una profonda gola creata dall'erosione dell'acqua nel suo percorso verso il mare. La denominazione deriva dalle gazze ladre, dette “Ciole” in dialetto salentino, che abitano il canale. Parte del canale si può ammirare dal ponte della strada litoranea che sorge a ridosso dello stesso. Il costone della zona è ricoperto da ampie aree di macchia mediterranea e ospita numerose insenature e grotte, antico riparo per animali e uomini durante il Paleolitico e il Neolitico. La Grotta delle Bocche di Terrarico è situata vicino la punta del Promontorio di Terrarico, non molto distante dal Capo di Leuca. Essa dispone di due accessi ed è caratterizzata dalla presenza di numerose stalattiti e stalagmiti. La Grotta del Pozzo, detta anche Grotta Grande del Ciolo, dispone anch'essa di due accessi e di un'apertura sulla volta di circa tre metri che, dando l'idea di un pozzo, da il nome alla grotta. La presenza di reperti del Neolitico è testimonianza dell'utilizzo della grotta da parte di uomini primitivi. La Grotta del Ciolo, di origine carsico-marina, è molto articolata al suo interno con corridoi e cunicoli; anche qui, il ritrovamento di reperti di frammenti di ceramica risalenti al Neolitico è testimonianza del suo originario utilizzo da parte dei primi uomini. La Grotta delle Prazziche, infine, ha una forma allungata e si apre in piccole gallerie al suo interno. Nel corso degli scavi, condotti dall'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, sono stati rinvenuti manufatti riferibili a culture di epoche Paleolitica e Neolitica.

Il comune di Castrignano del Capo ospita la splendida località di Santa Maria di Leuca. Su litorale incontriamo la Torre dell’Omo Morto, una torre costiera difensiva eretta nel XVI secolo ad opera di Andrea Gonzaga; la sua denominazione deriva dal ritrovamento di ossa umane al suo interno. Altra particolarità della punta di Leuca è il famosissimo Faro, situato a Punta Mèliso. Fu progettato dall’ingegnere Achille Rossi e fu attivato nel 1866. La sua altezza è di 48,60 metri ed emette tra fasci di luce visibili a oltre 40 km di distanza. La lanterna originale fu costruita a Parigi e sostituita più volte.

Il litorale nell’area di Leuca si presenta costellato di grotte e insenature, che possiamo dividere in due gruppi: le Grotte di Rada, le Grotte di Ponente e le Grotte di levante.

  • Le Grotte di Rada: La Grotta del Diavolo si trova su Punta Ristola; vi furono ritrovati numerosi reperti tra cui da ossa, armi e utensili, che testimoniano una frequentazione della grotta sin dal Neolitico. La denominazione deriva dalla conformazione buia e stretta della sua parte finale, dove si credeva fosse situata la bocca dell’inferno. Sempre nei pressi di Punta Ristola s’incontra la Grotta Porcinara, che probabilmente prende il nome dalla sua vicinanza al porto; sulle pareti sono incise alcune iscrizioni dedicate a Giove. La Grotta del Morigio, invece, si trova al di sotto del punto in cui la Cascata Monumentale dell’Acquedotto Pugliese si riversa nel mare. La denominazione deriva dai Mori, che pare si nascosero nella grotta prima di attaccare Leuca. Infine, vi sono le Grotte Cazzafri, tre aperture che si affacciano verso Ponente; il nome, di probabile origine greca, significherebbe “casa di spuma”.
  • Le Grotte di Ponente: Grotta del Fiume o Sparascenti, così chiamata per un fiumiciattolo d’acqua dolce che la attraversa; Grotta del Presepe, caratterizzata da scuture calcaree con formazioni stalattitiche che richiamano le fattezze della Natività; Grotta delle Tre Porte, così chiamata per i suoi tre accessi; Grotta del Bambino: vi furono rinvenuti tra gli altri, resti di un elefante, di un rinoceronte e un dente umano risalente all’epoca dell'uomo di Neanderthal; Grotta dei Giganti, che deve il suo nome alla leggenda secondo cui vi sono sepolti i giganti uccisi da Ercole Libico; Grotta della Stalla; Grotta del Drago, che deve il suo nome a uno scoglio al suo interno che somiglia alla testa di un drago.
  • Le Grotte di Levante: Grotta di Terradico o grotta degli Indiani è celebre per la sua forma triangolare, che ricorda appunto una tenda; Grotta di Ortocupo, una grotta semisommersa dove convergono acqua dolce e acqua salata; Grotta delle Voredeve il suo nome a un foro (in dialetto “vora”) sito nella parte superiore della volta della grotta; Grotta delle Giole, che deve la sua denominazione alla presenza di gazze e ospita una piscina naturale dalle acque incredibilmente fresche. 

Risalendo sulla costa verso Nord, a Torre Vado (marina di Morciano di Leuca) con l’omonima torre costiera, costruita come le altre nel XVI secolo da Carlo V; a causa della sua vicinanza con il centro abitato di Salve, la torre era stata adibita a torre cavallara, cioè era dotata di un messaggero a cavallo che informava il paese in caso di pericolo. La torre fu restaurata nel 1935. A Torre Pali (marina di Salve) troviamo la torre omonima, costruita tra il 1563 e il 1576 e attualmente si trova completamente circondata dalle acque a causa dell’erosione costiera.

Infine, a Ugento, si trovano due torri costiere. Torre Mozza, che ha dato il proprio nome alla località marittima in cui sorge, fu eretta per ordine di Carlo V nel XVI secolo, utilizzando blocchi di tufo e terra rossa. La sua denominazione deriva dai crolli subiti nel corso dei secoli che l'hanno resa monca. Torre San Giovanni si trova su un piccolo promontorio che divide idealmente a metà la costa di Ugento: da una parte costa rocciosa, dall'altra sabbie finissime. Nel corso dei secoli, la sua funzione è passata da torre di vedetta a faro e la sua struttura è stata ammodernata. Attualmente è ricoperta da una piastrellatura bianca e nera.

 

L’ITINERARIO:

  • TRICASE: Grotta Matrona; Torre Palane; Torre del Sasso;
  • TIGGIANO: Torre Naspero;
  • CORSANO: Torre Specchia Grande; Torre del Ricco;
  • ALESSANO: Grotta Azzurra; Grotta del Diavolo; Grotta delle Cipolliane; Torre di Novaglie;
  • GAGLIANO DEL CAPO: Canalone del Ciolo; Grotta delle Bocche di Terrarico; Grotta del Pozzo; Grotta del Ciolo; Grotta delle Prazziche;
  • CASTRIGNANO DEL CAPO: Torre dell'Omo Morto; Faro di Leuca; Grotte di Rada; Grotte di Ponente; Grotte di Levante;
  • MORCIANO DI LEUCA: Torre Vado;
  • SALVE: Torre Pali;
  • UGENTO: Torre Mozza; Torre San Giovanni.
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