La terracotta

Il Salento, ricco di terra argillosa, vanta un'antichissima tradizione nel campo della lavorazione della ceramica e della terracotta. La terracotta veniva prodotta già in epoca messapica e molti dei manufatti attualmente custoditi nei muse sono stati ritrovati nei pressi di tombe dove venivano depositati come corredo funerario. Nei secoli, e specialmente con l'influenza della Magna Grecia e poi dell'arte Barocca, la tradizione della lavorazione della terracotta si è sviluppata e diffusa nella zona del Salento. Il metodo di produzione è rimasto pressocché identico e si basa sull'uso di acqua e argilla; in seguito il prodotto viene essiccato al sole e poi in forno.I manufatti piùdiffusi nelle famiglie salentine erano i "cantari", cioè gli antenati del nostro wc, il "cofanu", utilizzato per lavare i panni, le "capase" grandi contenitori dove si conservavano i prodotti agricoli, gli "ursuli" (giare), le "pignate" (pentola tradizionale).

In particolare, una tradizione antichissima caratterizza la nascita e l'utilizzo dei vasi: il"cucco", una piccola brocca ad un solo manico che serviva per versare l'acqua,conteneva l'acqua che le donne raccoglievano dalle fontane e trasportavano a casa con l' "orcio", un recipiente di terracotta, più grande e a due manici, utili per trasportarelo stesso sulla testa. I manufatti in terracotta, tuttavia, non appartenevano solo agli oggetti per la casa ma comprendevano anche tegole, pupazzi per i presepi, fischietti e campanelle.

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