Lecce

Cosa vedere a Lecce: l'Anfiteatro Romano

Lecce, cuore culturale della penisola salentina, è una città affascinante e ricca di storia.
Tra i tesori di questa splendida città vi è l'anfiteatro romano, sito nella centralissima Piazza Sant'Oronzo.

Costruito in epoca augustea (con ogni probabilità tra il I e il II secolo d.C.), l'anfiteatro è considerato il più significativo monumento dell'antica colonia romana di Lupiae.
Scoperto nel corso del primo novecento (durante gli scavi per l'edificazione del palazzo della Banca d'Italia) fu riportato alla luce grazie all'interessamento dell'archeologo Cosimo De Giorgi.

Della maestosa struttura originaria oggi è possibile ammirarne solo una parte: il resto del monumento, infatti, risulta sepolto dalle diverse architetture della Piazza (tra cui la pregevole chiesa barocca dedicata a "Santa Maria della Grazia").

L'anfiteatro, che poteva ospitare circa 25.000 spettatori, misurava 102 x 83 metri e presentava un'arena, di forma ellittica, di dimensioni pari a 53 x 34 metri. Il monumento romano, innalzato in parte nella roccia e realizzato su arcate sorrette da colonne in tufo, in origine era dotato da un doppio ordine di gradinate.

L'arena, ancora oggi suggestiva cornice di concerti, rappresentazioni teatrali ed eventi, presentava un alto muro che la divideva dalla cavea. Il muro era ornato da un podium  (parapetto) finemente decorato da rilievi in marmo raffiguranti varie scene di combattimento con protagonisti uomini ed animali.
Inoltre, il muro di divisione, era caratterizzato da vari passaggi di comunicazione che la collegavano con il corridoio centrale e con un corridoio più angusto (che risultava scavato nella parte posteriore dell'arena).

Itinerario storico culturale: Piazza Duomo a Lecce

E' definita la Firenze del Sud, nonché la capitale del Barocco: colpisce per via della ricchezza di chiese, piazze, monumenti che si spalancano agli occhi del visitatore che passeggia per le vie del centro.

Lascia stupefatti per la bontà del cibo e l'accoglienza della gente. Si tratta di Lecce, il capoluogo del Salento, una delle città più belle d'Italia dal punto di vista artistico ed architettonico. Un gioiello da visitare d'estate come d'inverno, poiché in ogni stagione è in grado di infondere nel turista suggestioni uniche che porterà con sé al ritorno a casa.

In una sterminata varietà di luoghi dall'alto valore artistico, architettonico e culturale, Piazza Duomo rappresenta il cuore di Lecce. Si tratta di un vasto piazzale lastricato antistante la Chiesa Madre, costruita a partire dal 1659 per volontà del Vescovo Pappacoda e progettata dall'architetto Giuseppe Zimbalo.

Si giunge in Piazza Duomo attraverso tre itinerari diversi: si può infatti provenire da Piazza Sant'Oronzo percorrendo poche centinaia di metri per poi vedersi spalancare Piazza Duomo sulla sinistra; si può giungere entrando nella città vecchia a partire da Porta Rudiae e camminando per pochi minuti fino a trovarsela sulla destra; oppure si perviene dopo aver solcato Porta Napoli e poco dopo ce la si trova di fronte.

La caratteristica principale di Piazza Duomo è che si tratta di un'area molto grande perimetrata su tre dei quattro lati da mura ornate in stile barocco. Il quarto lato, quello libero che permette l'ingresso nella piazza, è posto immediatamente di fronte alla facciata della Chiesa Madre di Lecce, mentre sul lato sinistro svetta un altissimo campanile, costruito a partire dal 1662 e perfettamente restaurato che colpisce il visitatore per la sua imponenza se rapportato alle dimensioni della piazza.

Piazza Duomo merita di essere visitata sia di giorno sia di notte, poiché le differenze di luce permettono di apprezzare al massimo tutte le suggestioni in grado di evocare i fregi e gli ornamenti barocchi. Di notte la Piazza è illuminata da una serie di spot che da terra irradiano luce verso l'alto lungo l'intero perimetro della piazza, compresi facciata della Chiesa e campanile.

Non solo il cuore di Lecce, ma un luogo magico in grado di regalare scatti e ricordi indelebili.

La terracotta

Il Salento, ricco di terra argillosa, vanta un'antichissima tradizione nel campo della lavorazione della ceramica e della terracotta. La terracotta veniva prodotta già in epoca messapica e molti dei manufatti attualmente custoditi nei muse sono stati ritrovati nei pressi di tombe dove venivano depositati come corredo funerario. Nei secoli, e specialmente con l'influenza della Magna Grecia e poi dell'arte Barocca, la tradizione della lavorazione della terracotta si è sviluppata e diffusa nella zona del Salento. Il metodo di produzione è rimasto pressocché identico e si basa sull'uso di acqua e argilla; in seguito il prodotto viene essiccato al sole e poi in forno.I manufatti piùdiffusi nelle famiglie salentine erano i "cantari", cioè gli antenati del nostro wc, il "cofanu", utilizzato per lavare i panni, le "capase" grandi contenitori dove si conservavano i prodotti agricoli, gli "ursuli" (giare), le "pignate" (pentola tradizionale).

In particolare, una tradizione antichissima caratterizza la nascita e l'utilizzo dei vasi: il"cucco", una piccola brocca ad un solo manico che serviva per versare l'acqua,conteneva l'acqua che le donne raccoglievano dalle fontane e trasportavano a casa con l' "orcio", un recipiente di terracotta, più grande e a due manici, utili per trasportarelo stesso sulla testa. I manufatti in terracotta, tuttavia, non appartenevano solo agli oggetti per la casa ma comprendevano anche tegole, pupazzi per i presepi, fischietti e campanelle.

La cartapesta salentina

Le origini della cartapesta nel Salento risalgono ai secoli XVII-XVIII. Quest'arte tutta salentina fiorì in modo particolare durante l'epoca barocca, quando si realizzavano principalmente sculture sacre. Attualmente la produzione di questo particolare materiale artigianale si concentra nelle botteghe del centro storico di Lecce.  Le tecniche di lavorazione sono rimaste immutate nel corso dei secoli: l'artigiano utilizza carta straccia lavorata con colla di farina modellandola su una struttura di paglia e filo di ferro; la terracotta viene utilizzata per definire il viso,le mani e i piedi delle statue. Dopo averlo modellato, il manufatto viene messo in forno e,in seguito, si procede a perfezionare le rifiniture con dei ferri arroventati.

Nata come arte prettamente religiosa, oggi la lavorazione della cartapesta è un'arte conosciuta in tutto il mondo e viene commercializzata ed esportata come vero e proprio prodotto d'arredamento.

 

La Pietra Leccese

La pietra leccese è una roccia calcarea tipica della regione salentina, nota per la sua morbidezza e plasmabilità. Queste caratteristiche ne hanno permesso l'utilizzo per la costruzione di edifici sacri e residenze nobiliari e per la decorazione di facciate con disegni e intagli. Tuttavia, la sua particolarità la rende molto sensibile a smog, umidità e agenti atmosferici; per ovviare a questa delicatezza e renderla più resistente alle intemperie i maestri barocchi usavano trattare la pietra con il latte, che penetrando nella porosità ne favoriva la conservazione.

La pietra leccese viene ricavata dal sottosuolo in enormi cave a cielo aperto, profonde fino a cinquanta metri e diffuse in molte zone del Salento (es.Cursi, Lecce, Maglie, Corigliano d'Otranto, Melpignano, ecc.)

Utilizzata sin dall'antichità per la realizzazione di dolmen, menhir e statue, la pietra leccese e l'arte della sua lavorazione trovano la loro massima espressione nel periodo Barocco. Oggi questa pietra è famosa in tutto il mondo ed è uno dei materiali piùrichiesti all'estero per la realizzazione di ville e palazzi.   

 

« Neglette, e quasi molli in ampia massa,

le pietre a Lecce crea l'alma Natura:
ma poiché son rescise, in loro passa
virtute, che le pregia, e che l'indura:
mirabili a vederle, ò se vi si lassa
scelti lavor la dedala scultura,
ò se ne fanno i dorici Architetti
gran frontespitij con superbi aspetti. »

(Ascanio Grandi - I fasti sacri, 1635)

 

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