Acquarica del Capo

  • Località e Territorio

Acquarica del Capo è un centro del Sud Salento di circa 4.800 abitanti, dista 56 km da Lecce e 10 km dal Mar Ionio. L’area su cui sorge il paese è una zona tipicamente calcarea, dove in alcuni punti la roccia affiora in superficie in lunghe dorsali, chiamate “Serre Salentine” separate tra loro da zone di depressione. Il paesaggio, pertanto, si presenta particolarmente roccioso e avaro di terra, insufficienza cui negli anni si è cercato di supplire attraverso la costruzione di cisterne e pozzelle. Un paesaggio avaro di terra e spesso privo delle risorse fondamentali come l'acqua. Le campagne circostanti sono disseminate antiche costruzioni monumentali, quali Menhir, Dolmen e Specchie, nonché di più “moderne” masserie, antiche abitazioni delle famiglie contadine.

  • Le Origini

La presenza da parte dell’uomo sul territorio di Acquarica del Capo, fin dai tempi più remoti, è testimoniata dai ritrovamenti avvenuti nella Caverna della Madonna della Grotta. Si tratta, infatti, di reperti risalenti al Neolitico, al Paleolitico ed anche all’età del Bronzo. Diverse ipotesi sono state formulate circa le origini del centro. Si ritiene, ad esempio, che Acquarica del Capo nacque nel IV secolo d.C. poiché, essendo un territorio ricco d’acqua, favorì l’insediamento delle prime popolazioni.

Un’altra ipotesi, probabilmente più attendibile, è quella che attesta che, nelle vicinanze del posto in cui, oggi, sorge effettivamente il paese, anticamente esistevano tre casali: Cardigliano, Ceciovizzo e Pompignano. Durante le invasioni dei Saraceni gli abitanti di Pompignano si rifugiarono verso l'interno del territorio e vista la bontà e l'abbondanza delle acque vi si fermarono ed eressero la nuova patria, che proprio per la ricchezza delle acque, chiamarono Acquarica: acqua ricca.

Più tardi, poi, caduti i casali Ceciovizzo e Cardigliano, i loro abitanti vennero a ingrossare la popolazione di Acquarica che, all’epoca sorgeva su una laguna, detta “Lama”. Questo ristagno di acque scomparve dopo che si formò la “vora” (il foro), che inghiottì tutte le acque e lo stagno esistente provocando il prosciugamento della zona. Ancora oggi questa voragine naturale è assorbe enormi quantitativi di acqua provenienti sia dal centro abitato sia dalle alture circostanti.

Infine l'aggiunta "del Capo", fu creata per distinguere il paese da una frazione omonima nella zona di Lecce.

  • Come arrivare

Dall’Aeroporto di Brindisi SS613 per Lecce; SS101 per Gallipoli; SS274 per Acquarica del Capo.

  • Cosa Vedere
    • Cappella della Madonna dei Panetti: la chiesa della Madonna dei Panetti è la chiesa dell'antico casale di Celsorizzo di cui rimangono la torre fortificata, trasformata in masseria, e la colombaia. È una delle più antiche costruzioni religiose del basso Salento e risale al XI secolo.
      Il titolo di Madonna dei Panetti deriverebbe, secondo la tradizione, dai panetti di grano donati alla chiesa e distribuiti ai poveri, confezionati con il grano raccolto nei dintorni del terreno.
    • Cappella della Madonna di Pompignano: La cappella della Madonna di Pompignano, così chiamata dal nome dall'antico casale, è dedicata alla Madonna Assunta e fu edificata nel XVI secolo. La facciata è sovrastata da una croce in pietra.
    • Castello Medievale: Il castello medievale fu edificato nel XV secolo da Giovanni Antonio Orsini Del Balzo che governò il feudo di Acquarica nel 1432. Originariamente la fortezza consisteva in una cinta rafforzata da quattro torrioni dei quali attualmente se ne conserva solo uno. All'interno si distinguono ancora le tracce dell'antica chiesa di San Francesco, che conserva alcune tombe gentilizie.
    • Chiesa di Cristo Risorto: la chiesa di Cristo Risorto fu costruita nel 1975 da maestranze salentine (Galatina). La facciata in stile moderno, con la caratteristica forma "a canne d'organo", richiama l'idea della musica e della sacralità. Gli arredi più belli della chiesa sono: una croce in ferro battuto, le quattordici stazioni della Via Crucis a tasselli smaltati veneziani su fondo dorato, l’Acquasantiera in marmo statuario di Carrara, due scene della resurrezione in mosaico pittorico.
    • Chiesa di San Carlo Borromeo: la chiesa fu edificata agli inizi del XVII secolo ed è una delle prime parrocchie dedicate al santo vescovo milanese, San Carlo Borromeo, canonizzato nel 1610.
      L'interno è a due navate. La navata grande ha l'altare maggiore in pietra leccese sovrastato da un organo a canne settecentesco e affiancato da un pulpito in legno. Sul lato di sinistra, al centro della chiesa, è presente l'altare dedicato al santo patrono, ricco di ornamenti e di raffigurazioni di santi sulla tela centrale, nelle statue laterali e nei bassorilievi.
    • Chiesa di San Giovanni Battista: È la chiesa dove ha sede la confraternita di Maria Santissima Assunta in Cielo. I confratelli la ricostruirono interamente nel1828, a loro spese, sull'area di una precedente chiesa cinquecentesca. Presenta una sobria facciata caratterizzata da una meridiana e da una nicchia, posta sulla sommità, contenente una statua in legno d'olivo di San Giovanni Battista; l’interno è a unica navata, con altare maggiore in pietra leccese; lungo i pilastri della chiesa, vi sono le statue in cartapesta raffiguranti sette Santi.
    • Il Pajarone: Singolare costruzione delle tipiche abitazioni rurali del Salento di forma circolare dette “pajare”. Le “pajare” venivano costruite con pietre calcaree ricavate dalla terra durante le arature e venivano utilizzate come ripari per i contadini stessi o per i frutti del raccolto.
    • Masseria di Gelsorizzo e Torre Colombaia: Ceciovizzo era situato a 1 km dal centro dell'abitato e ora viene chiamato Gelsorizzo. Si tratta di una monumentale masseria fortificata, alla prima metà del XVI secolo. La struttura è composta da alcuni vani adibiti al bestiame o al raccolto e da una torre a pianta quadrata con feritoie e caditoie. Accanto ad essa troviamo la torre colombaia, edificata nel 1550 dalla famiglia feudale dei Guarino.
    • Trappeti a Grotta: i trappeti sono antichi frantoi per la produzione di olio d'oliva. I nove trappeti a grotta segnalati ad Acquarica del Capo sono ubicati nel casale di Gelsorizzo e intorno al Castello quadrangolare d'origine normanna, cioè nel centro antico del paese.
  • Itinerari

- Itinerario Religioso: I Luoghi di Culto

- I Castelli del Basso Salento

- Itinerario Rurale: La Campagna, Le Masserie e i Frantoi

  • Curiosità

Oltre alle tradizioni culturali della musica popolare, delle attività contadine e delle feste religiose, il comune di Acquarica del Capo si distingue per la secolare attività d’intreccio del giunco. Questa attività artigianale si basava sulla produzione di cesti e panieri per la raccolta delle olive e dei prodotti della terra o sulla realizzazione di contenitori per formaggi e ricotte (le "fische" in dialetto salentino). La lavorazione del giunco ad Acquarica del Capo risale alla metà dell'Ottocento. Inizialmente i prodotti finiti venivano venduti nei mercati del basso Salento e delle province di Brindisi e di Bari. Nella prima metà del Novecento, con la rifioritura del commercio dei cestini, i prodotti furono esportati in molti Paesi Europei e nell'America settentrionale.

  • Eventi e Festività
  • Festa della Madonna dei Panetti: prima decade di giugno
  • Sagra del Grano: seconda decade di luglio
  • Fiera della Madonna del Ponte: prima decade di settembre
  • Festa e Fiera di San Carlo Borromeo: prima decade di novembre
  • Festa di San Gregorio: 20 Gennaio (accensione Falò)
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