Terra di leuca

A Sud dell’Italia, a Sud della Puglia, a Sud del Salento la Terra di Leuca racchiude in un tripudio di colori l’anima più autentica della cultura salentina. Lì dove s’incontrano l’Adriatico e lo Ionio, dove gli uliveti crescono a perdita d’occhio, lì dove l’arte e la storia s’intrecciano nelle antiche cripte e nei palazzi baronali, troviamo la terra di Leuca, “De Finibus Terrae”, da sempre terra di frontiera e luogo d’incontro di popoli. Ogni città racchiude un pezzo di storia all’interno di una chiesa barocca, nascosto in un’imponente torre costiera, sepolta sotto la terra bruciata dal sole e dal vento del mare… tra scorci di natura selvatica e pietre modellate dalla mano dell’uomo passo, dopo passo si scopre un passato di culture differenti disseminate in centinaia di anni di storia tra barbari saccheggi e martiri religiosi, tra influenze greche e arabe, tra la profonda fede religiosa e il peccaminoso tarantismo. La Terra di Leuca è un territorio ricco di storia, cultura, arte e natura e si compone di diciotto paesi. Il più a Nord è Nociglia, la cui denominazione deriva dal latino “nux-nucis” dall’abbondanza di alberi di noce nelle campagne circostanti il paese. Scendendo più a Sud troviamo Montesano Salentino e poi Tricase, città che prende il nome dall’unione di tre Casali, famosa per il suo presepe vivente, uno dei uno dei più antichi e apprezzati del Salento; poi Marina di Novaglie, una splendida località a picco sulla costa adriatica; ancora Gagliano del Capo che ospita il canalone del Ciolo, una profonda gola prodotta dall'azione erosiva dell'acqua nel suo percorso verso il mare, il cui nome deriva dalle gazze ladre che abitavano il canale, chiamate “ciole” in dialetto salentino. In punta al tacco d’Italia si trova Santa Maria di Leuca, De Finibus Terrae, leggendario primo approdo del mitico Enea, la terra dove s’incontrano lo Ionio e l’Adriatico, il cui faro si staglia alto nel cielo del Salento e veglia sulle placide acque del Mar Mediterraneo: Leuca, dove storia e religione s’intrecciano con la leggenda, la fine del mondo per molti popoli antichi, la fine della terra d'Italia per i viaggiatori che si spingono in questo profondo Sud. Qui approdò San Pietro, di ritorno dalla Palestina alla volta di Roma, si fermò presso il santuario e pregò: da allora il tempio pagano dedicato alla dea Minerva è diventato il Santuario della “Madonna de finibus terrae”. Qui la sirena Leucasia, innamorata del pastore Melisso, scatenò una tempesta uccidendo l'amato e la sua compagna Arìstula; poi, la dea Minerva, impietosita, rese i corpi degli amanti eterni trasformandoli in pietra; Leucasia si trasformò nella bianca città di Leuca. Ma ecco che la costa salentina comincia a mutare, pian piano gli scogli si sgretolano fino a diventare sabbia bianca e finissima... ecco Marina di San Gregorio, Torre Vado, Pescoluse, Torre Pali. Le marine di Salve vengono chiamate Le Maldive del Salento, per le loro spiagge bianche e morbide, il litorale dolce e suadente, il mare blu scintillante che si espande fino a perdersi dietro la linea dell'orizzonte. Rientriamo verso l'entroterra passando per Salve e Patù, cittadine abitate fin dai tempi antichissimi dai popoli messapici: la masseria dei Fani, il villaggio Spigolizzi, l'antica città di Vereto e il misterioso monumento “Centopietre” sono quanto rimane oggi di antiche civiltà ricche di cultura e dedite all'arte e all'agricoltura: la storia del Salento che fu. Incontriamo, poi, Alessano, terra del primo leggendario volo di Dedalo, ricca di palazzi e antiche dimore signorili come Palazzo Licari e Palazzo San Giovanni. Un po' più a Ovest, passiamo per Presicce, la “città degli Ipogei”, con i suoi antichi frantoi sotterranei dove mani sapienti lavoravano alla spremitura delle olive e alla produzione di olio buono, olio di terra salentina: un olio a volte corposo, a volte un po' amaro, un olio che sposa il pomodoro ciliegino e la frisella d'orzo, un olio che arricchisce ogni piatto che portiamo in tavola, un olio che non è solo un condimento ma una storia di mani segnate dal lavoro nei campi e volti scolpiti dall'ardente sole del Meridione. Il nostro viaggio termina tra le alture e gli avvallamenti delle Serre Salentine, passando per le masserie di Taurisano, antiche aziende agricole dall'aspetto fortificato, e per le “ronde” di Torrepaduli, dove ogni 15 d'agosto migliaia di spettatori assistono alla “danza delle spade” sul sagrato della chiesa di San Rocco: sin dal tramonto si balla la pizzica per tutta la notte, mettendo in scena ancestrali rituali di sfida e d'amore, scanditi dal ritmo incalzante del tamburello salentino. Questa è la Terra di Leuca, una terra fatta di storie antiche, di riti ancestrali, di tradizioni secolari, una terra di sole ardente e terra arsa, di vento che viene dal mare, una terra buona che da frutti genuini... la lingua di terra che divide i due mari, la fine del mondo, De Finibus Terrae...

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